lunedì 7 novembre 2011
Nuove creazioni
martedì 25 ottobre 2011
Halloween divertente ed educativo: proposte in giro per l'Italia
Giochi antichi
mercoledì 19 ottobre 2011
Facesay per bambini autistici

Postiamo un interessante informazione .....
FaceSay™ is the only Social Skills Software with peer reviewed evidence (read paper) that it improves the social interactions of students with Autism on the playground, where it counts.
La cosiddetta "Sindrome di Asperger" è considerata una forma dello spettro autistico, caratterizzata da «una persistente compromissione delle interazioni sociali, schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati, attività e interessi molto ristretti». Non comporta però «significativi ritardi nello sviluppo del linguaggio o dello sviluppo cognitivo». FaceSay è un gioco di abilità, ideato da Symbionica, che «sembrerebbe essere d'aiuto (...) riconoscerebbero meglio i volti, le emozioni e le espressioni facciali (...) È molto probabile che i bambini con l'ASD evitino il contatto con le altre persone a causa del fatto che non riescono a riconoscere il volto di una persona e comprenderne le emozioni. Per capire il ruolo che il videogame aveva sui bambini autistici, sono intervenuti gli psicologi dell'Università dell'Alabama a Birmingham».
Lo studio, pubblicato sul "Journal of Autism and Developmental Disorders" sembra aver dato risultati positivi: «tutti i bambini che utilizzavano il videogame riuscivano a interagire molto meglio con gli altri bambini, anche quelli che magari incontravano al parco».
FaceSay si può scaricare in versione "classroom" e provare gratis per un mese. Tra animali parlanti e giochi on line, è indubbiamente una ambiente intrigante, con cui qualsiasi bambino probabilmente si misura volentieri. E la "barriera" della lingua inglese, per chi madrelingua inglese non è, può rivelarsi un motivo in più per giocarci e allenare anche l'orecchio. E' comunque allo studio - e già utilizzabile - una versione di FaceSay in italiano.
Colorando con le dita

Oggi a scuola abbiamo sperimentato i colori con le dita. Le alunne future operatrici sociali hanno compreso a fondo questa tecnica. Hanno appurato anche come, ad una certa età, diventi piu' difficile usare il tatto anche per colorare. Alcune avevano anche difficoltà nel credere che non fossero nocivi. Alla fine una riflessione...non far usare contemporaneamente piu' colori di diversa natura perchè i bambini potrebbero fare confusione e usare le dita anche per le tempere ...
Vi posto dei lavoretti carini in prossimità di halloween....
http://www.ideamamma.it/category/idee-creative/con-mani-e-piedi/
http://www.ideamamma.it/2011/10/12/limpronta-della-mela/
venerdì 10 settembre 2010
Il blilinguismo in famiglia...NO PROBLEM
uno studio pubblicato su PNAS e condotto dal professor Jacques Mehler insieme ad Agnes Kovacs della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste mostra che vivere in una casa in cui si parlano due lingue diverse costituisce un vantaggio per il bambino, che non solo impara fin da piccolo a comprendere sia la mamma che il papà, ma questo determina un miglioramento delle sue capacità cognitive . Da molti anni il professor Mehler, direttore del laboratorio Linguaggio, cognizione e sviluppo della SISSA, effettua studi riguardanti la plasticità del cervello, che permette di imparare due o più lingue. Il professore ha osservato, in particolare, bambini di 12 mesi - sei bilingue, sei monolingue - impegnati in un compito che richiedeva loro il controllo delle funzioni esecutive.I risultati dei due gruppi sono stati messi a confronto. Il compito consisteva nel dovever capire in quale lato dello schermo di un computer sarebbe comparsa la figura di un pupazzo, che attraeva la loro attenzione: a certe parole il pupazzo appariva a destra, ad altre a sinistra. I bilingue hanno dimostrato di capire subito il trucco e hanno risposto bene e rapidamente, mentre i loro coetanei monolingue hanno fatto più fatica.
mercoledì 8 settembre 2010
Giocare con l'arte
Qualche mese fa', presso la SSIS, ho effettuato un lavoro che, successivamente, mi hanno chiesto di esporre durante un convegno.
L'argomento riguardava l'uso del tatto per implementare lo studio dell'arte nelle persone cieche. L'dea di questo studio parte da molto lontano quando un giorno da piccola vidi un bambino cieco che toccava le musicassette e veniva per questo strillato dal padre....Quell'immagine è rimasta per sempre nella mia mente...Allora piansi senza dire niente a nessuno...da bambina già percepivo quanto accaduto come una sorta di ingiustizia. Il tatto rappresentava per quel bambino un modo per consocere cio' che lo interessava e lo circondava.....
C'è molto da dire, ma parto dal pensiero di un'educatrice che ha lavorato col figlio del famoso B. Munari....
"Che cosa possiamo fare con i nostri figli, nipoti, allievi e piccoli amici per stimolare la loro curiosità, suscitare interessi - magari creando le basi per future "passioni"- e promuovere il loro desiderio di capire e conoscere?
Impariamo a osservare insieme ai bambini il mondo che ci circonda, a scoprire come sono fatte le cose: accarezziamo con il "tocco leggero"; guardiamo e ascoltiamo con occhi e orecchie attente; usiamo le mani... così potremo affinare e sviluppare le loro percezioni sensoriali e conservare le nostre.
Proviamo a porre domande invece di voler spiegare tutto noi... li guideremo a fare delle scoperte in modo autonomo. Aiutiamoli a usare tutti i sensi, a costruire e reinventare da soli il loro mondo!"
venerdì 3 settembre 2010
Cucinando s'impara

Mi stavo accingendo a controllare gli ingredienti della Torta Camilla quando ho pensato che era fantastico quando col mio "Piccolo Forno" preparavo focaccie e tortine con mia nonna e mia sorella per i miei genitori ........
In effetti proprio ieri sera io e mio marito discutevamo su come le nostre nonne facessero la pasta....e di come mi divertissi a dare forma agli gnocchetti...dopo essere salita su una sedia per accedere all'alto bancone....
Ma a cosa serve giocare in cucina con i bambini? Per molti studiosi può stimolare e affinare i loro sensi, può aiutarli ad avere col tempo una sana alimentazione e sviluppare la loro creatività modificando, anche con semplici decorazioni le loro ricette...In effetti può essere una buona opportunità, per genitori e figli, al fine di trascorrere del tempo insieme e conoscersi meglio. ...Voi cosa ne pensate?Aspetto i vostri commenti.....


