mercoledì 15 settembre 2010

Mozart aiuta i bambini

Un bambino nato prematuro è più sano e sereno se le neomamme lo circondano di musica classica, quella di Mozart in particolare. E’ la scoperta degli scienziati del centro medico dell’Università di Tel Aviv. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Pediatrics“.
Il consiglio nasce dagli obiettivi di un qualsiasi reparto di terapia intensiva neonatale, ovvero far aumentare di peso i piccoli nati prima del tempo in modo da farli arrivare a un peso accettabile prima di dimetterli al fine di rinforzare le sue difese immunitarie.
Infatti, dai risultati della ricerca è emerso che i bimbi che sentono una sonata di Mozart crescono e guadagnano peso più in fretta perché sembrano aver bisogno di meno calorie.

venerdì 10 settembre 2010

Il blilinguismo in famiglia...NO PROBLEM

uno studio pubblicato su PNAS e condotto dal professor Jacques Mehler insieme ad Agnes Kovacs della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste mostra che vivere in una casa in cui si parlano due lingue diverse costituisce un vantaggio per il bambino, che non solo impara fin da piccolo a comprendere sia la mamma che il papà, ma questo determina un miglioramento delle sue capacità cognitive . Da molti anni il professor Mehler, direttore del laboratorio Linguaggio, cognizione e sviluppo della SISSA, effettua studi riguardanti la plasticità del cervello, che permette di imparare due o più lingue. Il professore ha osservato, in particolare, bambini di 12 mesi - sei bilingue, sei monolingue - impegnati in un compito che richiedeva loro il controllo delle funzioni esecutive.I risultati dei due gruppi sono stati messi a confronto. Il compito consisteva nel dovever capire in quale lato dello schermo di un computer sarebbe comparsa la figura di un pupazzo, che attraeva la loro attenzione: a certe parole il pupazzo appariva a destra, ad altre a sinistra. I bilingue hanno dimostrato di capire subito il trucco e hanno risposto bene e rapidamente, mentre i loro coetanei monolingue hanno fatto più fatica.

mercoledì 8 settembre 2010

Giocare con l'arte


Qualche mese fa', presso la SSIS, ho effettuato un lavoro che, successivamente, mi hanno chiesto di esporre durante un convegno.
L'argomento riguardava l'uso del tatto per implementare lo studio dell'arte nelle persone cieche. L'dea di questo studio parte da molto lontano quando un giorno da piccola vidi un bambino cieco che toccava le musicassette e veniva per questo strillato dal padre....Quell'immagine è rimasta per sempre nella mia mente...Allora piansi senza dire niente a nessuno...da bambina già percepivo quanto accaduto come una sorta di ingiustizia. Il tatto rappresentava per quel bambino un modo per consocere cio' che lo interessava e lo circondava.....
C'è molto da dire, ma parto dal pensiero di un'educatrice che ha lavorato col figlio del famoso B. Munari....
"Che cosa possiamo fare con i nostri figli, nipoti, allievi e piccoli amici per stimolare la loro curiosità, suscitare interessi - magari creando le basi per future "passioni"- e promuovere il loro desiderio di capire e conoscere?
Impariamo a osservare insieme ai bambini il mondo che ci circonda, a scoprire come sono fatte le cose: accarezziamo con il "tocco leggero"; guardiamo e ascoltiamo con occhi e orecchie attente; usiamo le mani... così potremo affinare e sviluppare le loro percezioni sensoriali e conservare le nostre.
Proviamo a porre domande invece di voler spiegare tutto noi... li guideremo a fare delle scoperte in modo autonomo. Aiutiamoli a usare tutti i sensi, a costruire e reinventare da soli il loro mondo!"

venerdì 3 settembre 2010

Cucinando s'impara


Mi stavo accingendo a controllare gli ingredienti della Torta Camilla quando ho pensato che era fantastico quando col mio "Piccolo Forno" preparavo focaccie e tortine con mia nonna e mia sorella per i miei genitori ........
In effetti proprio ieri sera io e mio marito discutevamo su come le nostre nonne facessero la pasta....e di come mi divertissi a dare forma agli gnocchetti...dopo essere salita su una sedia per accedere all'alto bancone....
Ma a cosa serve giocare in cucina con i bambini? Per molti studiosi può stimolare e affinare i loro sensi, può aiutarli ad avere col tempo una sana alimentazione e sviluppare la loro creatività modificando, anche con semplici decorazioni le loro ricette...In effetti può essere una buona opportunità, per genitori e figli, al fine di trascorrere del tempo insieme e conoscersi meglio. ...Voi cosa ne pensate?Aspetto i vostri commenti.....

giovedì 2 settembre 2010

Favole per educare alle emozioni


Non ho ancora letto nulla di questo autore, ma mi ha colpito questo video. Credo siano interessanti delle fiabe che aiutino i bambini a trasmettere le proprie emozioni....un'ora a scuola nella città di Cartoon dove con cuore libero si spronano i bambini ad esprimere i propri sentimenti imparando a volare

mercoledì 1 settembre 2010

Giocando con la musica

http://www.educare.it/Handicap/Musicoterapia/deficit_come_pausa.htm

Toy story



Possono essere individuati principi pedagogici che sottendono alcuni film di animazione?Proprio ieri sera dibattevamo con alcuni capi socut su Toy story per comprendere come questo poteva essere utilizzato come tema per un'uscita scout.
Partiamo proprio dall'ultima avventura. Come le altre si evince che l'unità tra gli amici può far superare qualsiasi tipo di avversità.
Altro punto, sicuramente, il servizio prestato dai giocattoli per rendere felici i bambini; cambiare anche propretario ma sentirsi utili ed importanti per qualcuno.
Lootso, inoltre, cambia a causa di un abbandono, si sente sostitutito. La morale potrebbe essere quella di nn "perdere" se' stessi a causa degli altri e di essere autentici come alla fine lo è il tanto discusso personaggio di Ken.
Mr. Potato, durante la fuga dalla ludoteca conserva i sensi, ma cambia la sua forma. Riflettevamo, appunto ieri di come l'importanza sia quindi l'essenza ed anche i sensi utilizzati al fine di superarae una difficoltà...
bene ci sono sicuramente tantissimi spunti di riflessione...
Voi cosa ne pensate....sapete quanti giochi poter inventare volendo raggiungere degli interessanti obiettivi pedagogici?