mercoledì 19 ottobre 2011
Facesay per bambini autistici

Postiamo un interessante informazione .....
FaceSay™ is the only Social Skills Software with peer reviewed evidence (read paper) that it improves the social interactions of students with Autism on the playground, where it counts.
La cosiddetta "Sindrome di Asperger" è considerata una forma dello spettro autistico, caratterizzata da «una persistente compromissione delle interazioni sociali, schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati, attività e interessi molto ristretti». Non comporta però «significativi ritardi nello sviluppo del linguaggio o dello sviluppo cognitivo». FaceSay è un gioco di abilità, ideato da Symbionica, che «sembrerebbe essere d'aiuto (...) riconoscerebbero meglio i volti, le emozioni e le espressioni facciali (...) È molto probabile che i bambini con l'ASD evitino il contatto con le altre persone a causa del fatto che non riescono a riconoscere il volto di una persona e comprenderne le emozioni. Per capire il ruolo che il videogame aveva sui bambini autistici, sono intervenuti gli psicologi dell'Università dell'Alabama a Birmingham».
Lo studio, pubblicato sul "Journal of Autism and Developmental Disorders" sembra aver dato risultati positivi: «tutti i bambini che utilizzavano il videogame riuscivano a interagire molto meglio con gli altri bambini, anche quelli che magari incontravano al parco».
FaceSay si può scaricare in versione "classroom" e provare gratis per un mese. Tra animali parlanti e giochi on line, è indubbiamente una ambiente intrigante, con cui qualsiasi bambino probabilmente si misura volentieri. E la "barriera" della lingua inglese, per chi madrelingua inglese non è, può rivelarsi un motivo in più per giocarci e allenare anche l'orecchio. E' comunque allo studio - e già utilizzabile - una versione di FaceSay in italiano.
Colorando con le dita

Oggi a scuola abbiamo sperimentato i colori con le dita. Le alunne future operatrici sociali hanno compreso a fondo questa tecnica. Hanno appurato anche come, ad una certa età, diventi piu' difficile usare il tatto anche per colorare. Alcune avevano anche difficoltà nel credere che non fossero nocivi. Alla fine una riflessione...non far usare contemporaneamente piu' colori di diversa natura perchè i bambini potrebbero fare confusione e usare le dita anche per le tempere ...
Vi posto dei lavoretti carini in prossimità di halloween....
http://www.ideamamma.it/category/idee-creative/con-mani-e-piedi/
http://www.ideamamma.it/2011/10/12/limpronta-della-mela/
Lim per l'integrazione

Lavagna Interattiva Multimediale è ormai entrata in molte classi italiane, ma qual è la sua funzione e soprattutto serve ai fini dell'integrazione di alunni con disabilità?
Bene iniziamo dalla definizione di LIM.....
Dispositivo digitale che assomiglia ad una classica lavagna bianca per forma e dimensioni, ma consente molto di più nell'attività didattica.
E' collegata ad un personal computer, spesso nascosto, il cui schermo viene proiettato sulla lavagna da un proiettore digitale installato in maniera opportuna.
Consente quindi da un lato di ampliare le opportunità di fruizione dei contenuti grazie alle capacità multimediali insite nelle tecnologie informatiche, dall'altro di offrire l'utilizzo simultaneo a tutti gli allievi, conservando quindi il consueto paradigma didattico centrato sulla lavagna.
A tal fine citiamo le considerazioni di un docente, Roberto Gagliardi, che ci sembrano particolarmente interessanti:
L'insegnante deve essere presente durante tutto il processo d'insegnamento apprendimento, ma non nella posizione centrale del docente che, davanti alla lavagna, trasmette contenuti alla classe che sta dall'altra parte. La zona centrale di azione diventa luogo comune tra allievi e docente che diventano i soggetti, gli attori dell'apprendimento Si può riempire la lavagna di disegni e scritte per gioco, se si vuol stimolare la creatività e la fantasia, ma è soprattutto uno strumento di apprendimento, una risorsa didattica. L'azione dell'insegnamento deve essere di conseguenza strutturata, seguire una metodologia precisa nel proporre i contenuti da apprendere e gli obiettivi da raggiungere, ma l'apprendimento, per essere significativo e non solo meccanico, deve avvenire, nell'ambito del luogo di azione, attraverso una negoziazione dialogica dei contenuti. Il concetto deve essere condiviso tra insegnante ed allievi in modo da diventare un patrimonio di conoscenza comune.
Non è solo la conoscenza dell'insegnante trasmessa all'allievo, ma è l'integrazione della conoscenza delle fonti di riferimento: insegnante, libro di testo, risorse mediatiche, internet e le esperienze e le conoscenze dell'allievo, che deve avvenire come attraverso un processo di scoperta e reinvenzione dei significati.
Gagliardi prosegue analizzando questo processo:
L'utilizzo della LIM, grazie al tracciamento delle sequenze didattiche, facilita l'azione educativa, infatti, evidenzia chiaramente le tappe del processo di insegnamento/apprendimento che comporta, secondo la strategia del problem solving, le fasi cicliche di programmazione (planning), di attività (acting), di osservazione (monitoring) e di riflessione (analysing).
In una articolo la prof.ssa R. Spagnoli afferma a tal riguardo: L’uso della LIM può, tra le nuove
tecnologie, essere un approccio in
grado di facilitare processi positivi di
tipo inclusivo in grado di riconoscere le
specificità, le esigenze e le potenzialità
di ciascun studente e l’uso valorizzato
delle differenze individuali. La LIM per
sua natura è già intrinsecamente inclusiva, rispetto ad altri strumenti o ausili,
ha un carattere universale, si rivolge
cioè già a tutti gli alunni, non soltanto a
quelli con qualche tipo di difficoltà.
Come usare allora la LIM per produrre maggiore inclusione? Organizzando la didattica in modo inclusivo,
ovviamente, sfruttando per questo
anche le possibilità che il nuovo mezzo
senza dubbio possiede. Ogni strumento che viene inserito nel percorso
formativo di uno studente, nel nostro
caso la LIM, anche e soprattutto in difficoltà, deve essere pensato in vista del
perseguimento di obiettivi a breve,
medio e lungo termine.
Pertanto, come insegnante di sostegno, credo sia importante la formazione della LIM per comprendere ed approfondire questa tecnologia come processo di inclusione.
domenica 16 ottobre 2011
Informatica per i bambini

ISA. Oggi, nell’auditorium del Cnr, in via Moruzzi, l’Istituto di informatica
e telematica (Iit) illustrerà, nel convegno su “Autistic behavior
computer-based didactic Sw”, un nuovo software per facilitare l’apprendimento
scolastico e non solo di bambini che soffrono di autismo. I ricercatori
dell’Iit presenteranno i primi moduli didattici utilizzabili col computer ed il
software di monitoraggio del grado di apprendimento dei bambini.
Il software sarà testato da 7 allievi di differenti scuole toscane e, a fine
anno scolastico, si potrà avere un rendiconto puntuale dei suoi vantaggi. «I
bambini autistici - spiega Maria Claudia Buzzi, ricercatrice dell’Iit - possono
avere notevoli difficoltà di apprendimento, ma apprezzano molto la tecnologia,
perché dà loro una risposta univoca e ripetibile. Il software è pensato per un
intervento precoce e intensivo in un’età compresa tra nido e materna, con
bambini che non parlano e sono poco ricettivi, ma può essere utile anche con
ragazzi più grandi». La filosofia alla base del progetto finanziato dalla
Regione è la condivisione della conoscenza. Tutto il materiale, infatti, e in
particolare i software didattico e di monitoraggio, sarà scaricabile gratis
dall’apposito sito web. Al progetto hanno partecipato con l’Iit anche,
l’Isti-Cnr, il Dipartimento di informatica del nostro ateneo, e le associazioni
Asa e Lasa, oltre alle scuole dei Comuni di L! ucca, Lammari e Capannori.
sabato 15 ottobre 2011
ALTALEGGIBILITA'

Ascoltavo qualche giorno fa per televisione un'interessante proposta editoriale della casa editrice Biancoenero edizioni che ha creato una collana di libri rivolti, per adesso, ai piccoli lettori tra gli 8 e i 10 anni, che segue precisi criteri linguistici e tipografici per facilitare la lettura, senza però rinunciare alla qualità e allo stile della narrazione. Vi elenco le caratteristiche del progetto che credo siano molto interessanti.
Caratteristiche del progetto:
- controllo sintattico e lessicale
adattamento dei testi con strutture sintattica non troppo complesse, nel rispetto del tessuto narrativo
periodi di lunghezza contenuta, soggetti dell'azione espliciti
controllo lessicale, perché all'interno della stessa pagina non ci siano troppi termini 'difficili'
- abbattimento delle barriere tipografiche:
carattere open-type (font originale biancoenero©) con lettere speculari differenziate, studiato per i dislessici
paragrafi spaziati per rendere la pagina più leggera
righe di lunghezza irregolare per seguire il ritmo della narrazione
carta color crema che stanca meno la vista
giovedì 13 ottobre 2011
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